L’ISTITUTO SPALLANZANI AD AISAM 2026, MICROALGHE ED ECONOMIA CIRCOLARE

17 giugno 2026, Rivolta d’Adda (CR). Dal 22 al 24 giugno 2026 il Polo di Cremona del Politecnico di Milano ospiterà AISAM 2026, il principale appuntamento nazionale dedicato alla ricerca e alle applicazioni industriali delle microalghe. Il convegno rappresenta un importante punto di incontro tra mondo accademico, centri di ricerca e imprese, con l’obiettivo di promuovere il dialogo e le collaborazioni necessarie allo sviluppo delle biotecnologie microalgali in Italia.
In questo contesto, l’Istituto Spallanzani – con il settore di Acquacoltura e Biotecnologie microalgali – sarà presente con tre contributi scientifici sviluppati insieme al Politecnico di Milano e all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, enti che insieme allo Spallanzani costituiscono il Polo delle Microalghe. I lavori saranno dedicati alla valorizzazione dei sottoprodotti della digestione anaerobica e dell’industria alimentare attraverso l’impiego delle microalghe.
Il primo lavoro, “Produzione di biostimolanti da microalghe cresciute su sottoprodotti agroindustriali” (K. Parati, E. Ficara, V. Mezzanotte, L. Foglio, L. Massari, C. Cambuli, S. Rossi, A. Giovanella, L. Proietti), presentato da Katia Parati, e il secondo lavoro “Fattibilità della produzione di Scenedesmus su digestato e sottoprodotti industriali integrando crescita autotrofa ed eterotrofa” (E. Ficara, K. Parati, V. Mezzanotte, S. Rossi, A. Giovanella, R. Vanni, L. Foglio, L. Massari, L. Proietti), presentato da Elena Ficara, affrontano una delle sfide più attuali per il settore agroambientale: trasformare reflui e sottoprodotti in nuove risorse per l’agricoltura sostenibile. Lo studio ha sviluppato un modello di bioraffineria basato sull’utilizzo della frazione liquida del digestato e della CO₂ biogenica provenienti dagli impianti di biogas per coltivare microalghe del genere Scenedesmus. Le biomasse ottenute sono state successivamente trasformate in estratti naturali ad azione biostimolante.
I risultati ottenuti evidenziano il potenziale di questo approccio. Le prove sperimentali hanno dimostrato che il digestato può rappresentare una valida fonte di nutrienti per la crescita microalgale, consentendo di ottenere biomasse ricche di composti bioattivi. Gli estratti prodotti hanno mostrato effetti significativi sulla crescita delle piante, con incrementi particolarmente interessanti sia nei test di germinazione sia nelle prove in vaso su lattughino. Lo studio conferma quindi come sia possibile integrare produzione energetica, recupero dei nutrienti e innovazione agricola all’interno di un unico modello di economia circolare.
Il terzo contributo, “Bioconversione del digestato attraverso microalghe: un approccio alla sostenibilità dei sottoprodotti di origine anaerobica” (L Massari, L Proietti, L Foglio, C Cambuli, Mezzanotte V, E Ficara, Parati K), è un poster presentato da Leonardo Massari che approfondisce il ruolo delle microalghe nella valorizzazione di digestati provenienti da differenti filiere produttive. La ricerca ha preso in esame il ceppo microalgale Coelastrella sp., coltivato utilizzando digestati di origine agricola e alimentare integrati con borlanda, un ulteriore sottoprodotto dell’industria agroalimentare.
I risultati hanno evidenziato l’elevata capacità delle microalghe di utilizzare i nutrienti presenti nei sottoprodotti, convertendoli in biomassa ad alto valore aggiunto. Le analisi biochimiche hanno infatti mostrato contenuti rilevanti di proteine, carboidrati, pigmenti naturali e acidi grassi polinsaturi, caratteristiche che rendono questa biomassa potenzialmente interessante per applicazioni nei settori agricolo, nutraceutico e cosmetico. Parallelamente, le colture hanno dimostrato una notevole efficienza nella rimozione dell’azoto ammoniacale, confermando il loro potenziale anche come strumento per una gestione più sostenibile di tali sottoprodotti.
I lavori testimoniano l’impegno dell’Istituto Spallanzani e del Polo delle Microalghe nello sviluppo di soluzioni innovative per la bioeconomia circolare, valorizzando risorse che tradizionalmente vengono considerate scarti e trasformandole in nuovi prodotti e servizi ad elevato valore aggiunto.
La partecipazione ad AISAM 2026 rappresenta quindi un’importante occasione per condividere risultati scientifici, consolidare collaborazioni con il mondo della ricerca e dell’industria e contribuire allo sviluppo di tecnologie capaci di rispondere alle sfide ambientali e produttive del prossimo futuro. In linea con le tematiche del convegno, le attività presentate dimostrano come le microalghe possano assumere un ruolo sempre più strategico nei sistemi produttivi sostenibili, favorendo il recupero dei nutrienti, la riduzione degli impatti ambientali e la creazione di nuove filiere basate sull’uso efficiente delle risorse.
