BIOAGROPRO SULL’INFORMATORE AGRARIO
24 luglio 2026, Rivolta d’Adda (CR). La ricerca sviluppata nell’ambito del progetto BioAgroPro è stata pubblicata sull’Informatore Agrario 18/2026 ,una delle principali riviste tecnico-scientifiche italiane dedicate al settore agricolo, agroalimentare e dell’innovazione.
L’articolo, dal titolo “Dai sottoprodotti ai biostimolanti grazie alla tecnologia microalgale”, descrive le attività svolte nell’ambito del progetto BioAgroPro, finanziato dal PNRR – Agritech, Spoke 8, che vede la collaborazione tra Istituto Sperimentale Italiano “L. Spallanzani”, A2A, Mater e Polo delle Microalghe. Il progetto nasce con l’obiettivo di sviluppare un modello innovativo di bioeconomia circolare in grado di valorizzare sottoprodotti agroindustriali attraverso l’impiego delle biotecnologie microalgali, trasformando materiali residuali in nuove risorse per l’agricoltura sostenibile.
Le attività di ricerca hanno portato allo sviluppo di una bioraffineria microalgale capace di integrare il recupero della frazione liquida del digestato e dei sottoprodotti zuccherini dell’industria agroalimentare. Attraverso specifici protocolli di coltivazione, questi flussi residuali vengono convertiti in biomassa microalgale ricca di molecole bioattive, dando origine a prodotti ad elevato valore aggiunto e contribuendo alla riduzione dell’impatto ambientale delle filiere produttive.
Un elemento di particolare interesse scientifico riguarda l’impiego di un ceppo autoctono di Scenedesmus sp., isolato dai ricercatori dell’Istituto Spallanzani, che ha dimostrato un’elevata capacità di crescita utilizzando sia la frazione liquida del digestato sia sottoprodotti zuccherini come fonte di nutrienti. Tale approccio consente di recuperare elementi nutritivi e carbonio dai processi agroindustriali, trasformandoli in biomassa destinata alla produzione di biostimolanti naturali, promuovendo così un modello produttivo pienamente coerente con i principi dell’economia circolare.
L’articolo riporta inoltre i risultati delle prove sperimentali condotte sull’attività biostimolante della biomassa microalgale, evidenziando gli incrementi nella crescita radicale del lattughino rispetto ai controlli. Questi dati confermano il potenziale delle microalghe come fonte di biostimolanti innovativi, in grado di migliorare la crescita delle colture e contribuire, nel medio-lungo periodo, alla riduzione dell’impiego di fertilizzanti di sintesi, favorendo pratiche agricole più sostenibili e resilienti.
Di particolare rilievo sono anche le valutazioni tecnico-economiche e ambientali sviluppate nel progetto, che confermano la fattibilità del modello proposto e le sue potenzialità di trasferimento verso applicazioni industriali. La bioraffineria sviluppata nell’ambito di BioAgroPro rappresenta infatti un esempio concreto di come la ricerca possa trasformare sottoprodotti e flussi residuali in nuove risorse, generando valore economico, ambientale e sociale per il settore agro-bioenergetico.
